Di che cosa parler

Il 21 aprile 2005, si terrà a Cremona una conferenza di Fulco Pratesi sul tema: “L’importanza delle aree protette – Tutela della biodiversità e sviluppo socioeconomico”
Nessun altro Paese come l’Italia ha assistito, negli ultimi 40 anni, ad uno sviluppo quantitativo così rilevante delle aree protette: dallo 0,6% del territorio nazionale negli anni ’60, all’oltre 10% di oggi. Nonostante l’elevata densità abitativa, siamo riusciti a possedere un complesso sistema di aree protette – nazionali e regionali, marine e terrestri – che per varietà di ambienti, specie, tradizioni e cultura non ha eguali al mondo. Tuttavia, molti non riconoscono il valore di questi risultati e mostrano ostilità nei confronti dei Parchi, presentandoli come realtà fastidiosamente “congelate”, di freno allo sviluppo economico del Paese.
E’ falso, sostiene Fulco Pratesi: se per sviluppo si intendono la costruzione di piste da sci hollywoodiane con l’abbattimento d’interi boschi, faraonici impianti di risalita e d’innevamento artificiale, diluvi di cemento e insediamenti turistici full optional, aperture di nuove super strade o potenziamento dell’attività venatoria … allora associazioni ambientaliste, WWF e direttori dei Parchi si opporranno e Pratesi sostiene che “faranno solo il loro dovere”.
Entrando nel vivo del dibattito e rilanciandolo, egli propone un nuovo modo di intendere lo sviluppo socioeconomico delle aree protette: dalla valorizzazione delle attività tradizionali all’agricoltura di qualità, all’incremento dei prodotti tipici, al pascolo, all’educazione ambientale, al turismo sostenibile e molto altro ancora. I primi successi confermano la praticabilità di questo nuovo modo di pensare; uno per tutti l’esperimento di collaborazione del WWF con la Regione Sicilia: “Le Saline di Trapani e Paceco – dichiara Pratesi – rappresentano non solo una riserva naturale dalle straordinarie caratteristiche naturalistiche, ma anche un luogo dove, nei fatti, abbiamo dimostrato come sia possibile e sinergico contemperare attività umane sostenibili e tutela ambientale”.
Se per sviluppo s’intende quindi la promozione di questo nuovo traguardo d’intelligenza e consapevolezza, allora i Parchi potranno essere protagonisti d’eccellenza e l’Italia nella sua totalità potrà goderne, promuovendo adeguatamente l’enorme ricchezza naturale e culturale che possiede invece di gettarla, più o meno consapevolmente, negli antichi inceneritori del “progresso”.

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aprile: 2005
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