Il freddo di queste ore? Ecco i negazionisti

di Nicky

Il freddo che indubbiamente sta investendo il nostro paese e l’Europa (in Olanda da tempo immemorabile non si pattinava più sul mare ghiacciato), e che sta stupendo molto più di quanto non sarebbe avvenuto 40 anni fa – Cremona, Epifania 1954, 90 cm. di neve -, ha fatto venire stranamente i dubbi a qualcuno sull’attendibilità dell’allarme che gli organismi internazionali in questi ultimi anni stanno lanciando sul Global Warming, sul riscaldamento globale. Per i tanti che accolgono con un sorriso questa notizia ci sono le nostre scuse. Ma per coloro che, volendosi tappare gli occhi e le orecchie dando ascolto a quelle mosche bianche che negano il riscaldamento da effetto serra, occorre dire di non farlo e di continuare a entrare nell’ordine di ide di dovere rivedere, come dovranno farlo tutti, i propri comportamenti e stili di vita. Certo, ci sono alcuni piccoli quotidiani – ad esempio il “Foglio” di Giuliano Ferrara” -, in cerca anche di assurdità pur di trovare qualche lettore in più, che negano che sia l’attività umana la maggiore responsabile dell’aumento dell’effetto serra. È vero, un po’ come quei soldati giapponesi che ben dopo la fine della guerra continuarono con ostinazione a combattere, c’è qualche esponente del mondo accademico che sostiene che l’attività antropica non è corresponsabile dell’effetto serra. Alludiamo, ad esempio, a Franco Battaglia, docente di Chimica dell’Ambiente presso l’Università di Modena, a Claudio Della Volpe dell’Università di Trento e benemerito membro dell’Aspo-Italia, (“Associazione per lo studio del picco del petrolio”), a Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni, una realtà che accetta di essere definita “liberale”, “liberista”, “individualista”. Ecco un paio di loro interventi per dare un’idea delle loro convinzioni. Franco Battaglia ha scritto: « … la temperatura media globale oggi è più alta di 150 anni fa; semplicemente, non è la CO2 la causa di questo aumento» (Battaglia, 2007e). «….. è “semplice” identificare nel Sole il responsabile del riscaldamento globale, che è “facile” spiegare gli aumenti di CO2 del passato, che vi sono evidenze storiche “inconfutabili” sulle maggiori temperature del passato, che l’ipotesi di un’interferenza antropogenica nell’effetto serra del pianeta si è “rivelata totalmente priva di ogni fondamento”, è “impossibile”, l’”uomo non c’entra proprio nulla”.», e nel novembre 2007, dopo l’uscita dell’intero IV rapporto dell’IPCC sul clima: «… le attività umane e, in particolare, le emissioni antropiche di CO2, non hanno, sul clima, alcuna influenza». Claudio Della Volpe, con molta sicumera invece, commentando nei giorni scorsi il rallentamento dello scioglimento dei ghiacci dovuto all’irrigidimento della temperatura che tutti registriamo, ha detto: «Nei primi giorni del 2009 è circolata la notizia che, contrariamente a quanto affermato in precedenza i ghiacci artici (aggettivo che comunemente si riferisce al solo Polo Nord), nel dicembre 2008 sarebbero tornati ai livelli di 30 anni fa e la successiva conclusione più o meno implicita o espressa che il riscaldamento globale è una sciocchezza.» Non è certo compito nostro confutare queste dichiarazioni. Ci limitiamo, per ritornare alla cruda realtà, a raccomandare la lettura delle fonti più avvertite, come quella dell´Organizzazione Meteorologica Mondiale che dal 1951 coordina le osservazioni meteorologiche di tutto il mondo, che ci ricorda che il 2008 è stato il decimo anno più caldo dal 1850 (il settimo in Italia dal 1800, dati Cnr-Isac) e uno degli anni più attivi per gli uragani atlantici: ben 16. Oppure, riflettere sulla dichiarazione di questi giorni del suo segretario, signor Michel Jarraud: «… nonostante l´attuale freddo sull´Europa centro-meridionale, la tendenza generale rimane senza dubbio verso il riscaldamento».

Pubblicato in CO2
gennaio: 2009
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