62 – LOCALISMO E COMUNICAZIONE

Di R. Imperiali

LOCALISMO E RELAZIONI

La velocità delle comunicazioni e la facilità dei contatti, mentre aumenta da un lato per l’individuo la conoscenza e le relazioni con persone o cose, dall’altro, nel rapporto con loro, porta, oltre ad un certo limite, ad un minore approfondimento sul piano emotivo.

Infatti, come anche dimostrato sperimentalmente, il soggetto è un unico centro di  elaborazione e di sintesi delle esperienze e l’energia emotiva a sua disposizione, dovendo distribuirsi su ognuna di esse, consentirà un grado di approfondamento inversamente proporzionale al loro numero ed al tempo che egli può dedicarvi.

Per cui con la riduzione del tempo disponibile per ogni relazione, sia con le persone che con le cose, e all’aumentare del numero degli stimoli i sentimenti ed il legame affettivo tendono a diventare meno intensi.

L’individuo quindi nelle sue scelte si sposta tra questi due estremi:

– da una parte la possibilità di scendere nel profondo del proprio animo e quindi di sviluppare i valori qualitativi della vita, riducendone la quantità,

– dall’altra la possibilità di svilupparne i valori quantitativi riducendone la qualità.

La prima tendenza rientra nel concetto di “Localismo”, mentre la seconda nel concetto di “Globalizzazione”.

E’ chiaro che in un mondo dove le conseguenze di azioni in una sua parte si ripercuotono su tutto il resto del planeta, sia le informazioni e le relazioni numerose, sia la quantità di quello che si possiede sono neccessarie per darci sicurezza nella nostra esistenza.

Forse però è utile rendersi conto che questa è una neccessità e non sempre un motivo di benessere.

Pubblicato in Interventi P. Imperiali
febbraio: 2009
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