65 – Tensione Vitale

di Roberto Paolo Imperiali
La spinta dell’individuo sempre verso nuovi bisogni viene spesso interpretata negativamente, poichè essa lo porta ad una continua insoddisfazione e spesso a sofferenze.

Alcune filosofie o religioni propongono di ridurre questi bisogni per ridurre queste sofferenze, cercando di astrarsi dal “mondo” attraverso pratiche che spingono l’individuo a non investire o ad investire solo alcune delle proprie facoltà fisiche o mentali e teorizzano l’ascesi, la “mortificazione della carne”, l’isolamento, la vita senza stress, la passività, etc…, proponendogli così un maggior benessere o il benessere in un’altra vita.

Ma se l’obiettivo della vita fosse stato quello di astrarsi dalla vita, non ci sarebbe stata nè la vita, nè noi.

La spinta a vivere con tutte le proprie facoltà è quindi un dato innegabile e imprescindibile, premessa della stessa esistenza nostra e di ogni sistema vivente.

Essa ha come obiettivo il piacere e la soddisfazione che ne rappresentano lo stimolo e il premio.

Infatti se l’obiettivo delle nostre energie fosse solo la sofferenza e il dolore, nessun organismo cercherebbe di vivere, nè ci sarebbe stata l’evoluzione.

Per raggiungere l’obiettivo del piacere e della soddisfazione il soggetto ha fra i vari mezzi: il giudizio, la progettualità, l’ottimismo e l’attività.

E’ indubbio che il percorso della crescita e del vivere è lastricato di dolori e avversità derivanti dal rapporto con il mondo circostante, ma ogni organismo ha, almeno per un certo tempo, l’energia per affrontarli.

Quando questa non è più sufficiente, l’organismo muore, ma nel frattempo avrà vissuto e creato.

Questo è il meccanismo di ogni essere vivente e di ogni suo componente fino a quelli più microscopici.

Pubblicato in Interventi P. Imperiali

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