Presentazione del dossier “La questione dell’inceneritore di Cremona – Alternative”

Comunicato stampa

Dario Faccini – Domenico Ferrari – Benito Fiori – Marco Pezzoni – Giancarlo Rovigatti

Presentano il dossier:  “La questione dell’inceneritore di Cremona – Alternative”

Il circolo culturale “AmbienteScienze” è nato nel 2002 con l’intento di occuparsi principalmente di ecologia e ambiente. Nel 2010, sull’onda della battaglia contro il nucleare, nasce l’associazione “Creafuturo”. Tra di esse, ovviamente, si stabilisce una immediata sintonia. I problemi di cui le due associazioni si sono maggiormente occupate negli ultimi anni sono quelli dell’energia, dell’inquinamento dell’aria e della green Economy.

Dal lavoro di ricerca e documentazione di queste associazioni nasce, da subito, l’esigenza di uno studio specifico sull’inquinamento dell’aria della nostra città perché, se l’inquinamento dell’aria è un problema grave per tutti, lo è, in particolare, per la nostra comunità.

Come risulta da dati ufficiali e pubblici, la Pianura Padana è una delle zone più inquinate d’Europa e la città di Cremona è una delle più inquinate della Pianura Padana. Ciò si deve al fatto che la Pianura Padana è circondata da montagne che la rendono una sorta di catino, ove il vento è un fenomeno raro, per cui tutti gli inquinanti emessi dalle attività umane vi ristagnano.

La cosa, ovviamente, peggiora ulteriormente d’inverno (per l’aumento degli inquinanti dovuto al riscaldamento delle abitazioni) e, in caso di inversione termica (nebbia), per il “tappo” che impedisce agli inquinanti di disperdersi verso l’alto.

I nostri polmoni, oltre che a pompare ossigeno nel sangue, sono anche dei filtri che cominciano a funzionare fin dal momento della nascita e continuano ininterrottamente, per 24 ore al giorno, fino a quando, appunto “si esala l’ultimo respiro”.

Tutto quanto viene scaricato nell’aria, prima o poi, viene da noi respirato. Quali sono gli effetti?

E’ esperienza comune (confermata da dati statistici ufficiali e pubblici) che il numero dei tumori è in aumento, così come sono in aumento le affezioni polmonari e i fenomeni allergici collegati direttamente o indirettamente all’inquinamento.

La situazione, in mancanza di interventi, diventerà sempre più grave perché, con l’aumento della produzione, aumenteranno, i consumi di energia prevalentemente di natura fossile e la produzione di rifiuti da smaltire.

Perciò o viene reindirizzato il sistema produttivo (attraverso interventi di green economy per consumare meno combustibili fossili) o la situazione peggiorerà. Occorre perciò sfruttare da subito tutti gli accorgimenti che la tecnologia mette a nostra disposizione, specie quelli che sono già stati sperimentati con successo da altre amministrazioni per abbattere gli inquinanti.

Cremona, per motivi di ordine tecnico legati alla vita degli attuali impianti, si trova, oggi, nella condizione di dover decidere se investire risorse per continuare lo smaltimento dei rifiuti attraverso l’incenerimento (vincolando a questo tipo di smaltimento, per motivi di rientro degli investimenti, i prossimi 20 anni) o chiudere l’inceneritore, divenuto obsoleto, per rivolgersi ad altri sistemi di smaltimento meno inquinanti, meno finanziariamente onerosi e suscettibili di creare una maggiore occupazione.

 

Per tutti questi motivi viene oggi presentato il dossier “La questione dell’inceneritore di Cremona – Alternative”. Questo dossier prende in considerazione tutti gli aspetti del problema:

1) innanzitutto i rischi sanitari, così come evidenziati dai più importanti studi internazionali ufficiali e pubblici in materia (la salute pubblica è il bene primario);

2) poi gli aspetti tecnici (potenzialità dell’impianto, efficienza, emissioni, possibilità di soluzioni alternative, sostenibilità, eventuale sviluppo del servizio di teleriscaldamento, ecc.);

3) quindi gli aspetti economici del servizio attuale e di quello alternativo nel breve e nel lungo periodo;

4) infine gli aspetti giuridici e normativi, nazionali e regionali, e i più rilevanti aspetti politico-amministrativi che riguardano il Comune di Cremona nel rapporto con AEM e Lgh.

Questo dossier esprime una documentata, grave preoccupazione per la salute dei cittadini da parte di “AmbienteScienze” e “Creafuturo” che, insieme ad Acli, ArciAtuttocompost, Democraticiper Cremona, LegambienteSez. diCremonaPartecipolis eWWFCremona, lo hanno sottoscritto e promosso.

Le associazioni, inoltre, sono preoccupate anche che l’inceneritore di Cremona possa essere inserito nella rete di cui all’art. 35 del d.l. 12/09/2014, n. 133:  “Sblocca Italia” (convertito con l. 11/11/2014, n. 164). In questo articolo si dispone che nell’alimentare gli inceneritori“deve essere data priorità al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e a saturazione del carico termico, devono essere trattati rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario.“. Si chiede, perciò, una presa di posizione ufficiale da parte di Lgh perché l’inceneritore di Cremona non venga inserito in questa rete.

Si annuncia che, su questi temi verrà, a breve, effettuato un convegno ove si affronteranno:

  • gli aspetti sanitari (nessun filtro oggi esistente è in grado di abbattere tutti gli inquinanti);
  • la sostanziale sufficienza delle centrali alternative esistenti ai fini del servizio del teleriscaldamento;
  • la possibilità di chiusura definitiva di una delle due linee dell’inceneritore, già nei prossimi mesi, senza alcuna conseguenza per lo smaltimento dei rifiuti provinciali, in considerazione del fatto che si è già in grado di collocarli altrove;
  • la progressiva diminuzione del volume dei rifiuti a livello provinciale che permetterà di programmare la totale chiusura dell’inceneritore il cui rilancio, invece, peserebbe per decine di milioni sulle amministrazioni, come dimostrato dal dossier.
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gennaio: 2015
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