Invito Conferenza stampa sullo studio Leap

Per Giovedì, 23 Luglio 2015, alle ore 11, presso la Sala Eventi a SpazioComune di P.zza Stradivari, Cremona le seguenti associazioni: AmbienteScienze, Arci, Atuttocompost, CreaFuturo, Democratici per Cremona, Legambiente Sez. di Cremona, Italia Nostra sez. di Cremona, unitamente a ISDE Cremona ( Medici per l’Ambiente) hanno indetto una conferenza stampa per presentare le loro osservazioni critiche alla “Valutazione tecnica ed economico-finanziaria della dismissione del termoutilizzatore di Cremona” commissionata nel 2014 da AEM Gestioni S.r.l., (società del Gruppo LGH, oggi “Linea Reti e Impianti” S.r.l. ) resa pubblica il 17 u.s. dal Consorzio “Leap” di Piacenza.
Cari amici, come ricorderete, sabato 18, il giorno dopo, qualche giornale locale titolava senza motivo a caratteri cubitali “L’inceneritore non inquina”. Ebbene, 152 delle 158 slides dello studio sono dedicate agli aspetti economici e tecnici di uno smaltimento dei rifiuti che ci dovrebbero condurre per mano alla scelta non solo dell’utilizzo per altri 10 anni dell’inceneritore di San Rocco, ma, addirittura, della sua sostituzione con un impianto nuovo. Su questo scenario sentirete alcune puntualizzazioni critiche di due nostri amici ingegneri. La questione degli effetti inquinanti è concentrata invece nelle ultime sei diapositive (quasi fosse tema di risulta). Il punto molto grave è che nessuna di queste parla di delle emissioni particolarmente dovute all’incenerimento dei rifiuti: i pericolosi “microinquinanti” (PCB, metalli pesanti, IPA, benzene, furani e diossine). A proposito di queste ultime, sul sito dell’Arpa Piemonte leggiamo: «Le diossine sono sostanze semivolatili, termostabili, scarsamente polari, insolubili in acqua, altamente liposolubili, resistenti alla degradazione chimica e biologica.». Esse sono classificate “inquinanti organici persistenti”, sottoposti alla convenzione di Stoccolma del maggio 2001, accumulandosi per 5 – 11 anni nei tessuti grassi e si assumono soprattutto con l’alimentazione. Ovviamente insabbiato, nel 2007, lo studio “Enhance Health Report”, finanziato dalla Comunità Europea e condotto per l’Italia nel comune di Forlì dove operano due inceneritori, ha portato a evidenze significative rispetto al sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento della mortalità tra il +17% e il +54% per tutti i tumori, proporzionale all’aumento dell’esposizione. Lo studio epidemiologico Eras della Regione Lazio sugli inceneritori di Colleferro e di San Vittore del Lazio ci dice che: Lo studio ha considerato i tassi di ospedalizzazione per causa dei residenti, nel periodo 1996-2008, cioè prima e dopo la apertura degli impianti, sono aumentati del 78%.». Questo quale piccolissimo esempio della letteratura sulla materia.
Infine, si accennerà agli scenari strategici alternativi e positivi per l’economia e la qualità della vita che dipendono solo dalle volontà politiche. Ad esempio dimostreremo che i dati forniti dallo Studio Leap per quando riguarda il TMB, Trattamento Meccanico Biologico, non risultano corrispondenti a quelli della realtà tecnologica-industriale attuale che, sia nel settore privato che in quello pubblico, da anni in Italia sono molto più competitivi , meno costosi e non inquinanti, trattandosi di tecnologie a freddo.
Lo studio Leap ha volutamente alterato i dati dei costi e della resa a sfavore del TMB, per enfatizzare sempre e comunque la scelta dell’incenerimento.
Leap è infatti un Consorzio che fa parte integrante in qualità di consulente non solo della scuola “inceneritorista” italiana, ma del sistema economico e manageriale che gestisce in Italia gli inceneritori.
Legittima la sua posizione, ma chiaramente di parte e non certo titolata a parlare in modo corretto della concorrenza rappresentata da quella nuova linea industriale delle tecnologie a freddo.
Dimostreremo come sia possibile avere ben altri punti di vista e ben altre prospettive economiche e finanziarie alternative all’inceneritore rivolgendosi in una società aperta e di mercato, come quella italiana ed europea, ad altri tipi di interssi e progetti economici e finaziari più in grado di rispondere alle nuove sfide della sosteniblità ambientale e della tutela della salute.
In questo quadro proporremo audizioni pubbliche di dirigenti di società pubbliche e private che hanno già avviato esperienze innovative sul recupero e sul riciclo di materiale, di soggetti economici e imprenditoriali, di economisti ed esperti di finanza pubblica, di Centri di ricerca e di Università in grado di sostenere in modo credibile progetti innovativi e alternativi agli inceneritori.
Sul piano della tutela della salute il supporto scientifico preziosissimo che speriamo d’ora in poi sarà offerto dall’ISDE ( Associazione dei Medici per l’ambiente, di rilevanza nazionale e internazionale)vuole quindi essere la prova della volontà delle associazioni organizzatrici che si sono rese attive anche in questa occasione di sensibilizzare la cittadinanza sulla minaccia che l’inceneritore (nuovo o vecchio che sia) con argomentazioni lontane da qualsiasi posizione ideologica.
È evidente l’importanza di una grande partecipazione a questo appuntamento di denuncia, quale forte segno di preoccupazione, potrebbe convincere la stampa ad essere più attenta alle minacce per la salute dei cittadini. Vi preghiamo di non mancare.

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