Norme sui limiti delle emissioni e la salute umana

Martedì, 2 febbraio, il Parlamento europeo è chiamato a votare un nuovo progetto di regolamento che pur mantenendo il principio del riconoscimento reciproco cerca di correggere i molti difetti del sistema attuale. D’altro canto, i limiti fissati dalla Comunità europea sono determinati soltanto dalle “BAT”, le migliori tecniche disponibili, per il contenimento e il filtraggio delle sostanze inquinanti, a prescindere dalla  tolleranza del fisico umano. La prova ultima è rappresentata dal disinvolto comportamento con cui a Bruxelles è stata subito accolta, con il raddoppio di questi limiti, la richiesta dell’associazione di fabbricanti di automobili di un’indolore sanatoria dell’imbroglio cui era ricorsa nel momento dei controlli la VolksWagen.La leggittimità di questo provvedimento è comunque indubbia, perché prevista dalla Direttiva 2010/75/CE “Relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)” che così recita:

«Rifondendo sette atti legislativi precedenti sulle emissioni industriali, stabilisce norme per prevenire e controllare l’inquinamento nell’atmosfera, nell’acqua e nella terra e per evitare la produzione di rifiuti provenienti da grandi impianti industriali.»«Le conclusioni sulle BAT adottate dalla Commissione fanno da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione. I valori limite di emissione devono essere fissati a un livello tale da garantire che le emissioni inquinanti non superino i livelli associati all’uso delle BAT. Tuttavia, se è provato che ciò porterebbe a costi sproporzionati rispetto ai benefici ambientali, i valori limite possono superare tali livelli [1] 

Tutto, peraltro, discende dalla stessa Direttiva, Capo I, Articolo 3, “Definizioni”

Ai fini della presente direttiva si intende per:

 … «migliori tecniche disponibili», la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire la base dei valori limite di emissione e delle altre condizioni di autorizzazione intesi ad evitare oppure, ove ciò si riveli impraticabile, a ridurre le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso:

  • per «tecniche» sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’installazione;
  • per «tecniche disponibili» le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente attuabili nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello Stato membro di cui si tratta, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;
  • per «migliori», si intendono le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso; »[2]

È sempre questa Direttiva che consente all’UE di ignorare la annosa raccomandazione dell’OMS di almeno un dimezzamento dei limiti vigenti delle emissioni per una più efficace tutela della salute umana.

[1] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=URISERV:ev0027&from=IT

[2] http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32010L0075

 

 

 

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