Milano, 2 Aprile 2016. Per cambiare pagina nei rapporti ambientalismo e istituzioni

È giunto il momento di trovare una soluzione allo scarso ascolto delle istituzioni alle proteste e alle proposte del movimento ambientalista per rimediare al malfermo stato di salute dell’Ambiente. Da decenni, per miopia e pavidità della classe politica, da decenni il nostro paese e in costante stato di “emergenza” con la conseguenza di risposte troppo spesso disattente alle conseguenze nel tempo per la salute dell’uomo e per la salvaguardia dell’ambiente. Si aggiungano le scelte che privilegiano prima di tutto la crescita del Pil, quindi il forsennato prelievo delle materie prime che la Natura mette a disposizione nella cultura del benessere economico quale unica ricetta per la “felicità” ed ecco la emarginazione di tutti i fattori di disturbo, come quello dell’ambientalismo. Prima di tutto produrre, vendere, gettare.

Ormai si pone l’esigenza di rendere più incisiva l’azione di chi ha a cuore la tutela della salute umana e dell’ambiente per fermare le “scorciatoie” riduzioniste dei governi e che, in genere, apprezza l’economia. La strada migliore individuata è quella di un organico rapporto tra “saperi” (Salute, Tecnica e Tecnologia, Cultura e Giurisprudenza) e “volontariato”.

Sabato 2 aprile, con inizio alle ore 10, a Milano, presso la sala messa a disposizione di ISDE Lombardia dalla Fondazione Legambiente in via Vida 7 (MM Linea Rossa fermata Turro), diverse realtà lombarde (Rete rifiuti zero Lombardia, ISDE Lombardia, le associazioni cremonesi Circolo culturale “AmbienteScienze”, il Coordinamento “CreaFuturo” ed altre, comitati locali, ecc.) si incontrano per opporsi alla cultura della distruzione dei rifiuti tramite l’incenerimento e per chiedere, in alternativa, impegni concreti per il loro recupero e riutilizzo, ovvero per l’ economia circolare. Forse, per la prima volta questa espressione di impegno civile di spezzoni di società sono sostenute e supportate dalla conoscenza scientifica di due associazioni, come ISDE Itali e Aspo Italia.

Quanto sabato accadrà potrebbe aprire la strada ad uno schieramento, in un impegno a “geometria variabile”, a seconda delle tematiche all’ordine del giorno, che vede alleati la passione civile e la conoscenza e che potenzialmente potrebbe consentire con le controparti istituzionali un confronto basato esclusivamente sulla conoscenza scientifica, in una visione olistica ed attenta al futuro delle giovani generazioni. Lontani, quindi, dalle “scorciatoie” riduzioniste che in genere la politica adotta con l’apprezzamento dell’economia, ma i cui costi per la salute e per l’ambiente finiscono sempre per ricadere sul bilancio dello Stato. Come per l’appunto è il tema dei rifiuti. Per uno sciagurato pluridecennale malgoverno in qualche Regione italiana, reso possibile da connivenze politiche e corruttele, vi sono grandi quantità di rifiuti da smaltire e la “brillante” soluzione trovata, come sempre la più facile e tutt’altro che a buon mercato, è stata quella della costruzione di altri otto nuovi inceneritori: costo, circa 1 miliardo di euro, cifra che naturalmente esclude i costi sanitari ed ambientali che questa tecnologia procura e che sarebbe sufficiente per la realizzazione di oltre trenta centri di trattamento per il recupero di materia e produzione di biogas. A questo proposito si segnala l’interessante servizio con l’esperto di riciclo dei rifiuti Roberto Cavallo nella seconda puntata del programma “Scala Mercalli”.

Altri fronti sono aperti arrecanti danno al nostro habitat e alla nostra salute e molta strada c’è ancora da compiere, ma questo appuntamento milanese apre alla speranza nel prossimo futuro ad un atteggiamento delle istituzioni meno infastidito e più dialogante, più attento ai suggerimenti e alle indicazioni, per esempio, sul tema della modifica del modello che non sia solo di “crescita” quantitativa.

Alcuni grandi rischi incombono ormai minacciosi sulle nostre teste e più ancora dei nostri figli e nipoti e la collaborazione con gli spezzoni di società più attivi potrebbero risultare ad una classe politica più avveduta preziosa sul piano sociale. Per quanto riguarda poi il tema centrale, quello energetico, si sottolinea quanto ha affermato con estrema chiarezza ed efficacia il grande economista (uno dei manager più ascoltati in passato della Banca Mondiale) Sir Nicholas Stern: «Perché stiamo aspettando? Non c’è più tempo da perdere.»

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