Basterà fermare auto a benzina e gasolio nel 2040?

Addirittura dobbiamo ringraziare “Lucifero”, l’ondata di caldo che ha fatto chiudere un rifugio a 3000 metri sul Monte Bianco perché è scomparso il nevaio che gli forniva l’acqua, se leggiamo in questi giorni le decisioni di Francia, Inghilterra e naturalmente ultima l’Italia di abbandonare le auto con alimentazione a combustibile fossile entro il 2040, fra 23 anni. Ma ieri su Sky TG24 abbiamo letto anche che l’autorevole rivista scientifica “Nature Climate Change” ha pubblicato uno studio secondo cui a causa dell’innalzamento delle temperature e di una conseguente accelerazione dell’inquinamento nel 2030 si registreranno 60 mila morti in più che nel 2100 potrebbero arrivare a 260 mila. Domanda: aspettare il 2040 per togliere dalle emissioni milioni di auto non è un po’ irresponsabile a fronte di decine di migliaia di morti?

No, non è accettabile. Non si possono più attendere i tempi che la politica concede all’economia e alla finanza per trovare soluzioni che siano per loro indolori, ma che portano sofferenze e maggiori morti nel paese. È giunto il momento di fare sentire alle istituzioni alta e forte la voce della preoccupazione dei cittadini. Va chiesto l’immediato avvio del percorso virtuoso che stanno già percorrendo per il rispetto dell’Accordo di Parigi paesi come, ad esempio, Norvegia, Germania, India, Cina e tanti Stati Usa in barba a Trump. Cominciamo a trasformare in una unica ferma e formale richiesta al nostro Governo l’attuazione del “Decologo per una società Ecologica”. Parlo di quel manifesto in dieci punti con 78 proposte concrete per fare dell’Italia “un paese a zero emissioni e zero veleni”, stilato da organizzazioni ambientaliste, comitati territoriali e membri della comunità scientifica presentato al recente G7 Ambiente di Bologna. L’alternativa, potrebbe essere la trasformazione, in altrettanto ferma e formale richiesta di concretizzazione, delle “Considerazioni del Gruppo di Scienziati di Bologna”, coordinato dal prof. Vincenzo Balzani, in occasione della presentazione da parte del Governo il 10 maggio del SEN, (Strategia Energetica Nazionale). Ormai anche ad un profano appare che l’accelerazione dell’aggravamento del clima, mentre allontana il raggiungimento dell’obiettivo dell’Accordo di limitare l’aumento della temperatura a 1,5° C, non consente più traccheggiamenti. Per le risorse necessarie, si ricorda che sono oltre 14 miliardi di euro quelle che le casse dello Stato elargiscono in più modi al settore delle fonti fossili a fronte dei 10 miliardi destinate alle fonti rinnovabili.

Per il Circolo culturale “AmbienteScienze” e il Gruppo di lavoro “RiambientiAMOci”

Benito Fiori

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